Union San Giorgio Sedico – Robeganese
raccontata da ANDREA BANDIERA, il capitano

D: Risultato giusto quello di ieri?

R: Probabilmente sì, loro hanno dato due tre cose in più per coraggio e prestazione, non tanto tecnica, ma forza, forza mentale. Più compatti di noi, ci hanno creduto di più. Ci poteva stare anche il pareggio, siamo passati in vantaggio due volte, loro hanno fatto qualcosa di più per vincere, da parte nostra solo tanto rammarico, non siamo riusciti gestire tutto e alla fine abbiamo perso.

D: Dove siete mancati?

R: Penso siamo mancai a livello caratteriale, eravamo più molli, loro ci hanno creduto dall’inizio alla fine. La condizione fisica sarebbe un alibi, dobbiamo solo essere consapevoli delle nostre forze.

D: Su cosa deve lavorare la squadra?

R: Su questi punti di vista. A livello tattico siamo a buon punto, dal più giovane ai più vecchi. La categoria richiede di essere tosti, di non mollare mai, noi stiamo pagando queste cose, abbiamo preso gol per errori banali che con un pò più di attenzione e cattiveria si potevano evitare!

D: Squadra nuova, si è ben amalgamata?

R: Io penso di sì, a livello di spogliatoio siamo un bel gruppo, stiamo bene insieme. In campo bisogna fare di più, come dice il mister bisogna aiutare di più, sacrificarsi di più. Se vediamo un compagno in difficoltà dobbiamo sacrificarci anche per lui, bisogna diventare più “uno per l’altro”.

D: Hai trovato differenza nel salto di categoria?

R: Io sono dell’idea che se ci sono le categoria la differenza c’è. La categoria dell’eccellenza pretende un ritmo più sostenuto. I giocatori sono più preparati. Poi la differenza dobbiamo non farla noi, dobbiamo trasformarci! Troviamo  Società che si allenano il pomeriggio, giocatori che vivono solo di calcio, la preparazione incide. Fino ad adesso non ho comunque visto squadre nettamente superiori (le due sconfitte sono venute per demeriti nostri più che per meriti altrui!), noi dobbiamo crescere. I giovani è normale che sentano di più la tensione, non “anziani” dobbiamo essere bravi a sostenerli e fargli tirare fuori quel “qualcosa in più”!

D: Un ricordo della scorsa stagione

R: Stagione impegnativa. Il ricordo più bello la vittoria della Coppa italia, il coronamento degli obiettivi di un anno. Avevamo puntato tutto sulla coppa ad un certo punto e riuscire a vincerla è stata una “goduria” immensa!

D: Domenica il derby con lo Spinea, neo immessa in Eccellenza come voi, e lanciata nella parte alta della classifica. Cosa ti aspetti?

R: Da una parte sono anche contento che arrivi una partita così, …è più facile prepararla, non serve andare in cerca di grandi motivazioni. Penso sia la partita più bella da fare adesso.

D: Andrea Bandiera e gli arbitri, che rapporto hai?

R: L’importante per un arbitro è che non sia presuntuoso, che possa accettare che io, da capitano, gli possa anche dire qualcosa! Poi noi dobbiamo fare il nostro e dare il massimo, senza pensare ad arbitri o alibi!

D: Domenica vincete?

R: Il messaggio che voglio che arrivi a me stesso e ai miei compagni è che, se siamo uniti e ci crediamo, ce la facciamo a portarci a casa il derby!